trio
Ormoni e tabù parte 3
04.07.2026 |
428 |
0
"Eravamo quattro corpi legati da un unico filo invisibile di perversione e libertà..."
Il ritorno di Franco dal corso di aggiornamento a Bologna era l’evento che aspettavo da giorni. La casa, come sempre prima di questi incontri, era diventata il mio altare: tutto splendente, candeggina nei bagni e pavimenti lucidati. La mia mente da Vergine esigeva che l'ordine esterno compensasse il disordine ormonale e carnale che stava per scatenarsi. Maristella dopo la serata Lesbo carnale dove tra di noi è scoppiata la complicità e la voglia di essere amanti, quella sera non poteva essere fisicamente con noi per un impegno personale improrogabile, ma Maurizio aveva studiato un piano per non lasciarla fuori, aveva escogitato un sistema di collegamento da una telecamera istallata in salotto collegata al suo smartphone, così era come se fosse presente attivamente.Mio marito, a 69 anni, aveva assunto il ruolo che più lo eccitava: il regista, la mente suprema dietro ogni movimento, l’uomo che godeva nel vedere la sua donna fiorire sotto le mani di un altro, per poi prendersi ciò che era suo con l’autorità e l'autorevolezza dell’esperienza.
Quando il campanello suonò, Franco entrò con il borsone ancora in spalla, l'odore del viaggio addosso e quella fame nei propri occhi che solo un uomo rimasto a secco per giorni può avere. Maurizio lo accolse con un sorriso complice, una stretta di mano d'acciaio e un cenno verso di me: «È tutta tua, Franco. Ma stasera facciamo a modo mio».
Prima ancora di spogliarci, Maurizio attivò il tablet sul tavolo del soggiorno. Sullo schermo apparve il volto di Maristella. Era in macchina, parcheggiata in una zona buia e isolata della Brianza, un noto punto di ritrovo per scambisti e guardoni. Fuori dal suo finestrino si intravedevano già le sagome di due o tre uomini anziani, con le giacche alzate e gli occhi incollati ai vetri della sua auto.
Maristella, sul sedile ribaltato, si stava già accarezzando le cosce, guardandoci attraverso l'obiettivo.
«Buonasera porci ciao cagna in calore», sussurrò con la voce roca, «qui fuori c'è già la fila di vecchi porci che mi guardano darsi piacere, ma io voglio vedere voi. Franco, spaccala per me. Ale, fatti riempire Maurizio riprendi tutto».
Quel cortocircuito mediatico mi infiammò il sangue. Sapere che la mia complice era lì, a farsi guardare da sconosciuti, eccitata alla follia perché guardava me, distrusse l'ultimo briciolo di timidezza.
Maurizio prese il comando. Mi ordinò di spogliarmi lentamente davanti alla telecamera, mostrando a Maristella e a Franco il mio corpo sodo di quarantasettenne. Franco non resistette: si sfilò i vestiti, rivelando quel cazzo enorme e già marmoreo che ricordavo fin troppo bene.
«Mettiti a carponi sul tavolo, Ale», disse Maurizio con tono fermo, cerebrale, quasi distaccato, mentre si sedeva di fronte a me per non perdersi un millimetro della scena. «Franco, prendila da dietro. Ma prima, aspetta che la bagno per bene, anche se non ne ha bisogno è fradicia per conto suo».
Franco si avventò su di me con la foga del maschio giovane e vigoroso. Le sue mani grandi mi afferrarono i fianchi, mentre la sua bocca cercava il mio collo. Sentire la sua carne calda contro le mie natiche pulite fu una scossa elettrica. Con una violenza controllata, Franco mi penetrò la figa da dietro, con un colpo perentorio .Cacciai un urlo che risuonò nella stanza e attraverso il microfono del telefono, dritto nelle orecchie di Maristella, che sullo schermo cominciò a toccarsi con le dita con un ritmo forsennato, mentre fuori dal suo finestrino i guardoni picchiavano leggermente le dita sul vetro, eccitati dai suoi gemiti.
Maurizio assisteva a pochi centimetri. Non toccava, elaborava. La sua mente assorbiva ogni spinta di Franco dentro di me. «Guarda come si apre per te, Franco», commentava Maurizio, con la voce che gli tremava per l'adrenalina. «Guarda che troia che è diventata mia moglie».
La spinta fisica di Franco era instancabile, ma la vera svolta della serata fu orchestrata dal cervello di Maurizio. Quando Franco fu vicino al primo culmine, Maurizio si alzò dalla sedia, si sbottonò i pantaloni e mi si parò davanti al viso. Il suo cazzo, non più enorme come un tempo ma guidato da una sapienza e da una lussuria raddoppiate dall'età, mi sfiorò le labbra.
«Ingoia, Ale. Rassicurami che sei mia mentre lui ti sfonda», ordinò Maurizio.
Spinta dall'esibizionismo più totale, aprii la bocca e accolsi Maurizio, succhiandolo con devozione, mentre dietro Franco continuava a martellarmi la figa. Ero un ponte perfetto tra due mondi: la forza bruta e atletica di Franco nei miei quarti posteriori, e l'amore maturo, perverso e rassicurante di mio marito nella mia bocca.
A quel punto, l'eccitazione sul tablet era al limite. Maristella stava letteralmente squirtando sul sedile della macchina, e un vecchio porco fuori dal suo finestrino si stava tirando il cazzo guardando la scena di noi tre. «Voglio il culo! Franco, girala e prendile il culo! Maurizio, guardala!», gridava Maristella dal telefono.
Maurizio, che conosceva la mia ossessione per la pulizia, mi guardò negli occhi mentre lo succhiavo: «Sei pronta, Ale? Vuoi farti riempire tutta?». Feci cenno di sì con la testa, gli occhi lucidi di pianto rituale e piacere.
Franco mi sfilò dalla figa, mi girò sulla schiena e, senza complimenti, spalmò un velo di lubrificante sul mio ano teso. Maurizio si mise in ginocchio sopra di me, prendendomi la testa tra le mani per baciarmi sulla bocca profonda, mescolando i nostri umori. Con una spinta decisa e potente, Franco mi piantò il suo obelisco nel culo. Fu un dolore acuto che si trasformò immediatamente in un piacere celestiale, una sensazione di totale sottomissione a quei due maschi che amavo in modo così diverso.
Ero completamente piena. Franco mi possedeva il culo con spinte regolari e profonde; Maurizio, sopra di me, mi entrava e usciva dalla figa con la lentezza e la precisione di chi sa esattamente dove toccare per farmi impazzire.
«Guarda lo schermo, Ale! Guarda Maristella!», ansimò Maurizio.
Alzai gli occhi e vidi la mia amante che, sul sedile dell'auto, urlava di piacere insieme a noi, mentre le facce dei guardoni fuori dal suo vetro erano ormai incollate alla scena. Eravamo quattro corpi legati da un unico filo invisibile di perversione e libertà.
Il finale fu un'esplosione simultanea. Franco, con un gemito animalesco, mi riempì il culo e tutto l'intestino con il suo seme caldo. Maurizio, quasi nello stesso istante, scaricò tutto quello che aveva dentro la mia figa, baciandomi con una passione che non sentivo da vent'anni. Sullo schermo, Maristella ebbe un orgasmo planetario, venendo sulle sue stesse mani proprio mentre il guardone fuori dalla sua macchina eiaculava sul parabrezza.
Quando tutto finì, Franco si accasciò esausto sul mio fianco, mentre Maurizio mi accarezzò la fronte, ripulendomi dolcemente con un asciugamano umido che aveva preparato (un gesto che la mia parte Vergine adorò). Eravamo esausti, sporchi di vita, ma uniti da un’intimità che nessuna coppia tradizionale potrà mai capire. Maristella, dal telefono, ci guardava sorridendo con il fiato corto: «Siete stati magnifici. La prossima volta tocca a me».
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Ormoni e tabù parte 3:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
